mercoledì 24 maggio 2017

Tagliolini alla rucola con crudo e burrata



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Non la preparo spesso, ma trovo che fare la pasta fresca sia uno fra i gesti più appaganti e distensivi della cucina.
Sarà forse per questa ragione che da anni mi ostino a non acquistare una macchina sfogliatrice, preferendo la semplice compagnia di un vecchio matterello (a onor del vero troppo corto per tirare una sfoglia come si deve) e di un coltello ben affilato.
Sulla pasta fatta a mano ho davvero moltissimo da imparare; nondimeno, recentemente mi sono dilettata abbastanza spesso con i tagliolini, un formato che da buona piemontese amo molto, specie nella sua versione corposa e ricca di tuorli come da tradizione langarola, che in alcune trattorie della zona si può ancora gustare preparata a regola d'arte.
Volendo però discostarmi un po' dalla classicità, ho tagliato la mia pasta un po' più larga ed ho scelto un condimento molto poco autoctono ma stuzzicante e gustoso. Ho inoltre insaporito la sfoglia con il verde brillane della rucola, un mio ingrediente-feticcio del quale, soprattutto a primavera, non so fare a meno - con buona pace dei suoi detrattori.


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Tagliolini alla rucola con crudo e burrata

Ingredienti per 4-6 persone:

300 g di farina tipo 0
140 g di semola rimacinata di grano duro
2 uova intere
2 tuorli
150 g di rucola
1 cucchiaino d’olio extravergine d’oliva
1 presa di sale

250 g di burrata fresca
200 g di prosciutto crudo
qualche stelo di erba cipollina
1 noce di burro
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Preparare l’impasto per i tagliolini. Lavare la rucola e sbollentarla in poca acqua per circa 30-40 secondi; raffreddare in acqua e ghiaccio, strizzare bene e frullarla con le uova intere, i tuorli ed una presa di sale.
Mescolare le farine e creare una fontana sulla spianatoia; al centro versare il composto di uova e rucola, aggiungere l’olio e cominciare ad impastare con una forchetta incorporando poco a poco la farina. Lavorare energicamente l’impasto per alcuni minuti, aggiungendo eventualmente 1-2 cucchiai d’acqua se dovesse risultare troppo sodo. Quando la pasta risulterà liscia ed omogenea, formare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola e lasciarla riposare a temperatura ambiente per circa 40 minuti.
Trascorso il tempo di riposo dividere la pasta a metà e stendere ciascuna porzione con un matterello in una sfoglia sottile, procedendo con movimenti regolari dal centro verso l’esterno e ruotandola spesso; spolverare la superficie di farina, coprire la sfoglia con un telo pulito e lasciare asciugare per circa 30 minuti. Spolverare nuovamente di farina e ripiegare ciascuna sfoglia di pasta su se stessa più volte, partendo dalle due estremità opposte, sino a creare un cilindro lungo e stretto. Con un coltello molto affilato tagliare ogni rotolo ricavando dei tagliolini di circa 2-3 mm di larghezza e con le dita svolgere mano a mano le matasse, per evitare che si attacchino tra loro. Cospargere un vassoio di semola rimacinata e trasferirvi i tagliolini, cercando di dare aria alle matasse e prestando attenzione a non farli attaccare.
In un’ampia padella scaldare una noce di burro con un giro d’olio extravergine d’oliva; unire l’erba cipollina tagliuzzata, la metà del prosciutto a striscioline e lasciare insaporire per un minuto; spegnere il fuoco e tenere da parte. Portare intanto ad ebollizione abbondante acqua, salare e cuocere i tagliolini per circa 1 minuto; scolarli con una schiumarola e trasferirli nella padella con il condimento, facendoli insaporire a fiamma vivace scuotendo spesso la padella.
Distribuire i tagliolini alla rucola in piatti individuali o in un largo piatto da portata e completare con qualche rosa di prosciutto tenuta da parte, la burrata a fiocchetti ed una generosa macinata di pepe.

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venerdì 5 maggio 2017

Pane al pesto di erbe aromatiche


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Impastare è uno dei gesti della cucina del quale non riesco a privarmi troppo a lungo; è la terapia più efficace quando il bisogno di autenticità si fa avvertire più prepotente del solito. Allora rimbocco le maniche, tiro fuori ciotola e farine ed assaporo il momento: il ritmo alternato dei polsi che stendono, tirano ed arrotolano, i palmi che accarezzano la pasta e ne avvertono la lenta evoluzione, quel movimento che parte dalle braccia e pian piano fa ondeggiare tutto il corpo fino alla punta dei piedi in un buffo balletto. E poi l’attesa paziente, la curiosità degli occhi incollati alla porta del forno ed infine il profumo irresistibile del pane ancora caldo.
Amo i lievitati proprio per questo: perché sono la dimostrazione che da ingredienti umili può nascere qualcosa di semplice ed insieme straordinario, ogni volta differente. 
Questa volta ho pensato ad un bouquet leggero e fragrante, che racchiudesse tutto il profumo delle erbe aromatiche nelle sue volute e lo svelasse poco a poco. Un pane fiorito perfetto da condividere con gli amici pezzo dopo pezzo, che si presta ad essere protagonista nelle scampagnate primaverili o a far bella mostra di sé al centro di una tavola imbandita. 
Il weekend è ormai ad un soffio: a voi decidere come godervelo. 
Buona giornata! 

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Pane al pesto di erbe aromatiche


Ingredienti per uno stampo da 22 cm di diametro

Per il pane:
300 g di farina tipo 0
1 albume
75 ml di acqua tiepida
75 ml di latte intero
20 g di olio extravergine d’oliva
7 g di miele
4 g di sale 
2 g di lievito di birra liofilizzato

Per il pesto:
1 mazzetto di erbe aromatiche miste (basilico, maggiorana, erba cipollina, menta, salvia…)
2 cucchiai di pinoli
40 g di parmigiano reggiano 
¼ di spicchio d'aglio 
olio extravergine d'oliva q.b.
sale


Setacciare la farina in una ciotola capiente e mescolarvi il lievito; unire al centro il miele, l'olio, il latte e l’acqua leggermente intiepiditi e l'albume ed amalgamarli in modo da ottenere un impasto soffice. Unire quindi il sale e lavorare l'impasto su una superficie leggermente infarinata finché non è liscio, morbido ed elastico. 
Ungere una ciotola con olio, dare all'impasto la forma di una palla, metterla nella ciotola ed ungere la superficie con altro olio. Coprire con un foglio di pellicola e lasciar riposare a temperatura ambiente per circa un’ora. Trasferire quindi la ciotola nel ripiano più basso del frigorifero e lasciar maturare l’impasto dalle 8 alle 12 ore.
Trascorso il tempo di riposo, estrarre l’impasto dal frigorifero e lasciarlo riposare per un’ora a temperatura ambiente. Sgonfiarlo delicatamente cercando di formare un rettangolo e procedere con un giro di pieghe a portafoglio: dividere idealmente il rettangolo in tre parti e sovrapporle tra loro; ruotare quindi l’impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Far riposare l'impasto con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per 30 minuti. 
Nel frattempo preparare il pesto. Lavare ed asciugare le erbe, sfogliarle e trasferirle in un frullatore; aggiungere i pinoli, il parmigiano grattugiato, l'aglio ed un pizzico di sale. Versare a filo l’olio ed iniziare a frullare, aggiungendone a mano a mano altro fino ad ottenere una salsa cremosa ed omogenea. 
Stendere l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata in un rettangolo sottile dello spessore di circa 4-5 mm e spalmarlo abbondantemente con il pesto preparato (ne occorreranno circa 4 cucchiai colmi).
Con una rotella tagliapasta ricavare dalla pasta delle strisce di circa 2-3 cm di larghezza ed arrotolarle su se stesse. Trasferire le girelle in uno stampo di 22 cm di diametro rivestito di carta forno, coprire a campana e lasciare lievitare un’ora o fino al raddoppio.
Cuocere il pane al pesto in forno caldo a 180° per 25-30 minuti, coprendo eventualmente la superficie con un foglio di alluminio se dovesse scurire troppo. Lasciare intiepidire e servire.

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venerdì 28 aprile 2017

Galettes alle mele e mirtilli rossi


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Un paio di giorni fa mi è presa una gran voglia di crostata.
Non di una qualunque – però – ma di quella che prepara spesso la mia mamma e che per me rappresenta la quint’essenza del dolce casalingo e confortante. 
Come tutte le cose che le riescono particolarmente bene, spesso va a finire che tendo a godermele quando vado a trovarla e raramente le preparo io stessa, poiché so che non potrò riprodurre esattamente il sapore che cerco e che ho stampato bene in mente, ovvero quello delle cose semplici fatte dalle mani di chi ci vuole bene.  
Per non rinunciare ad un piccolo desiderio ed al contempo risparmiarmi la delusione di constatare che le mie crostate non avranno mai quell’inconfondibile sapore di casa e di famiglia, ho quindi tentato la via del compromesso. Mi è venuta in soccorso l’idea di una galette, rustica e genuina quanto basta e perfetta da gustare ancora tiepida di forno.
Il clima grigio e decisamente fresco degli ultimi giorni ha offerto la cornice perfetta per dedicarmi un prezioso momento in cucina, autentico balsamo che ha il potere di rasserenarmi lo spirito ancor più di una fetta di torta.

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Galettes alle mele e mirtilli rossi (con farina di mais)


Ingredienti per 4 galettes medio-piccole:
100 g di farina di mais
140 g di farina tipo 0
100 g di burro freddo a dadini
1 uovo medio
90 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 1 limone non trattato
1 pizzico di sale

3 mele grandi
3 cucchiai di mirtilli rossi disidratati
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di amido di mais
il succo di ½ limone appena spremuto

1 cucchiaino di miele millefori
1 cucchiaio d’acqua

Preparare l’impasto; riunire in una ciotola le due farine con lo zucchero, la scorza di limone ed un pizzico di sale e mescolare con un cucchiaio di legno. Aggiungere il burro a dadini e lavorando con la punta delle dita intridere la farina con il burro sino ad ottenere un impasto a briciole; sbattere l’uovo, prelevarne un cucchiaio da tenere da parte, unire il restante all’impasto ed impastare velocemente per evitare di surriscaldare il burro. Formare una palla leggermente schiacciata, avvolgerla con un foglio di pellicola e porre a riposare in frigorifero per circa 30-40 minuti.
Nel frattempo sbucciare le mele ed affettarle; condirle in una terrina con lo zucchero, il succo di limone, l’amido di mais ed i mirtilli rossi.
Trascorso il tempo di riposo, riprendere l’impasto e stenderlo su un foglio di carta da forno leggermente infarinato ad uno spessore di 3 m circa. Con un coltello ricavare dalla pasta 4 dischi; disporre su ciascuno le fette di mele precedentemente preparate, distribuendo in maniera omogenea i mirtilli rossi e lasciando un margine libero di di 2-3 cm; ripiegare i bordi di pasta verso l’interno.
Spennellare l’impasto con l’uovo tenuto da parte ed cuore in forno caldo a 180° per circa 25 minuti.
Sfornare le galettes, lasciarle leggermente intiepidire, quindi spennellare le fettine di mela con il miele sciolto in un cucchiaio di acqua bollente e servire.


mercoledì 12 aprile 2017

Börek con feta ed erbette


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Il börek (o bureki, byrek, burekas, brik…) è una specialità turca di origine anatolica, diffusa in tutta l’area del Mediterraneo un tempo soggetta alla dominazione ottomana - dai Balcani alla Grecia, dalla Bulgaria al Nord Africa - che può variare notevolmente per ingredienti, metodo di cottura e formato a seconda della zona geografica e delle tradizioni familiari.
Secondo l’etimologia più accreditata il termine deriverebbe dalla radice turca bur- (arrotolare), indicando per estensione una vasta teoria di piatti formati da una pasta arrotolata e farciti di formaggio, carne o verdure. Minimo comun denominatore è la yufka, una sfoglia sottilissima e croccante, simile alla pasta phillo, che racchiude i più svariati ripieni, modellata in diverse fogge e cotta al forno, sulla piastra, fritta o addirittura bollita.
Molto popolare nella versione monoporzione come gustoso snack da passeggio, il börek contempla anche numerose varianti preparate in un unico stampo di grandi dimensioni e porzionate dopo la cottura, tra cui quella che vi propongo oggi, che riprende la caratteristica forma a spirale della tradizione bosniaca fondendola con un ricco ripieno di erbe fresche e feta, d’ispirazione greca.
Insomma, un vero e proprio “passepartout gastronomico” attraverso le culture, perfetto per proporre un’alternativa insolita e sfiziosa alle classiche torte salate ed ottimo per i primi pic nic di stagione.

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Börek – Chiocciola di pasta phillo con feta ed erbette


Ingredienti per uno stampo circolare da 26 cm:

300 g circa di pasta phillo (o yufka, se la trovate)
700 g di erbette
150 g di feta
150 g di formaggio caprino morbido
1 uovo grande
2 cipollotti
2 cucchiai di aneto fresco tritato
2 cucchiai di menta fresca tritata
1 noce di burro
1 cucchiaio di latte
semi di sesamo biondo
olio extravergine d’oliva
sale

Lavare le erbette più volte in acqua corrente. Pulire i cipollotti, affettarli sottilmente e farli appassire in una padella con un filo d’olio; unire quindi le erbette scolate e fare insaporire ed asciugare per pochi minuti. Lasciare intiepidire le verdure, quindi tritarle grossolanamente con una mezzaluna o un coltello. Riunirle in una terrina insieme alla feta sbriciolata, al caprino ed alle erbe tritate. Assaggiare e se necessario salare (data la presenza della feta potrebbe non esserlo). In una ciotolina sgusciare l’uovo, sbatterlo ed unirlo al composto, tenendone da parte un cucchiaio che servirà per spennellare il börek prima della cottura.
Stendere sul piano di lavoro un foglio di pasta phillo, spennellarlo delicatamente con il burro fuso e sovrapporvi un secondo foglio. Distribuire il composto di erbette e feta sul lato lungo ed arrotolare il foglio sul ripieno fino a formare un cilindro. Spennellare di burro la superficie e procedere allo stesso modo fino ad esaurimento degli ingredienti. 
Disporre i cilindri su una teglia rivestita di carta forno, arrotolandoli su stessi a partire dal centro della teglia e facendone combaciare le estremità. Spennellare delicatamente il börek con l’uovo tenuto da parte mescolato con il latte e cospargerne la superficie con i semi di sesamo. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti o fino a quando la superficie non risulterà dorata.



martedì 4 aprile 2017

Scotch eggs


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La primavera mi sta facendo accusare un'inaspettata fiacchezza e mi rende, ancor più del solito, di pochissime parole.
Ma oggi ricorre una data che non posso scordare, e che merita almeno un piccolo pensiero: tre anni fa, dopo molte riflessioni, vedeva infatti la luce questo blog.
Piccolo porto  in mezzo ai saliscendi del quotidiano, approdo sicuro nei momenti di sconforto e costante pungolo alla mia curiosità, nelle pieghe di queste pagine, tra il detto ed il sospeso,  è racchiusa tanta parte di quella che sono.
Grazie dunque a chi mi segue con affetto e perdona la mia incostanza, a chi trova il tempo di dedicarmi un pensiero od un apprezzamento, o passa fugace senza lasciar traccia; a chi mi ha spronata a seguire la passione combattendo quel riserbo e quella timidezza che sono la cifra del mio essere ed ogni giorno mi supporta in ciò che faccio.


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Scotch eggs


Ingredienti per 4 pezzi:
5 uova
250 g di salsiccia di maiale
150 g di carne tritata di manzo
1 cucchiaino di senape forte
1 cucchiaio di latte
abbondante noce moscata
1 presa di sale
3-4 cucchiai di farina
abbondante pangrattato
olio di semi per friggere
insalatina, per accompagnare


Porre 4 uova in un pentolino e coprirle a filo di acqua fredda, portare a bollore e cuocerle per 3-4 minuti. Raffreddare sotto un getto di acqua corrente ed una volta tiepide privarle  delicatamente del guscio.
In una capace terrina mescolare la salsiccia con la carne tritata, insaporire con la senape, la noce moscata ed una presa di sale ed amalgamare bene il tutto.
Suddividere il composto in 4 porzioni. Sbattere l'uovo rimasto con il latte e suddividere la farina ed il pangrattato in due piatti.
Prendere una porzione di impasto, appiattirla tra le mani e porvi al centro un uovo, leggermente infarinato.
 Ricoprire interamente l'uovo con l'impasto di salsiccia e carne, rotolandolo fra le mani sino ad ottenere una sfera leggermente allungata, e procedere allo stesso modo fino ad esaurimento degli ingredienti. Procedere alla panatura: passare ogni polpetta in un velo di farina, scuotendo via l'eccesso, rotolarla quindi nell'uovo sbattuto ed infine nel pangrattato; ripetere la sequenza una seconda volta.
Scaldare abbondante olio in una padella per fritti e friggervi le scotch eggs per pochi minuti, rigirandole di tanto in tanto, sino ad ottenere una doratura uniforme.
Scolare su carta assorbente e servire immediatamente, accompagnando con valeriana od altra insalatina a piacere.

martedì 28 marzo 2017

Torta impossibile al cocco e limone – Lemon and coconut impossible pie di Donna Hay


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Fermamente persuasa che a 32 anni suonati avessi ormai raggiunto la maturità anche in fatto di preferenze alimentari, sto scoprendo con un certo stupore che i miei gusti sono in realtà ancora in evoluzione: mi capita infatti sempre più spesso di apprezzare sapori che fino ad una manciata di anni fa non gradivo o che mi risultavano indifferenti, al punto di aver cambiato radicalmente prospettiva su alcuni di essi.
Il cocco, ad esempio, l’ho sempre guardato con un certo sospetto, se non con un lieve fastidio quando ne avvertitvo l’inequivocabile presenza anche laddove non me lo sarei aspettata. Tanto lo gradivo nelle preparazioni salate, quanto lo evitavo in quelle dolci.
Recentemente le cose sono però cambiate, e a partire da questa torta deliziosa è stato tutto un susseguirsi di esperimenti con questo ingrediente, l’ultimo dei quali risale allo scorso weekend; una ricetta eseguita di getto, con ancora i piatti del pranzo nel lavello e senza aver neppure preso il sacro caffè post-prandiale, tanta era la smania di provarla.
La firma è quella di Donna Hay, che proprio pochi giorni fa ha riproposto sulla sua pagina Facebook il Lemon and coconut impossible pie che avevo già appuntato tempo fa, salvo poi scordarmene. 
Si tratta di un dolce rapidissimo ed assolutamente basico nella preparazione, alla portata anche dei soggetti più negati ai fornelli. Tutto ciò che serve è un frullatore, un cucchiaio ed una teglia, più una mezz’oretta di tempo per la cottura. Ciò che esce dal forno è una via di mezzo tra una crema cotta, un flan ed un budino suadente e vellutato, buono tiepido ed ottimo gustato freddo.
L’unica modifica che ho apportato alla ricetta è stata una drastica riduzione del quantitativo di zucchero, a mio avviso davvero spropositato. In ogni caso, che siate amanti del cocco di vecchia data o dell’ultima ora, merita la pena provala.


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Torta impossibile al cocco e limone – Lemon and coconut impossible pie di Donna Hay
(Ricetta tratta da www.donnahay.com)

Ingredienti per un pie dish (o una teglia di ceramica svasata) di 18 cm:

375 ml di latte fresco
60 g di cocco disidratato
50 g di burro fuso
1 uovo
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
50 g di farina 00
150 g di zucchero semolato (ma la prossima volta scenderò a 125g)
2 cucchiai di succo di limone (io ho aggiunto anche un po' di scorza)
1 pizzico di sale
zucchero a velo, per finire

Preriscaldare il forno a 160°. 
Riunire nel bicchiere del frullatore il latte, il cocco, l'uovo, il burro fuso, lo zucchero, la farina, la vaniglia, il succo e la scorza di limone ed un pizzico di sale; frullare sino ad ottenere un composto omogeneo.
Trasferirlo in uno stampo da pie leggermente imburrato e cuocere per circa 30-35 minuti. Lasciare intiepidire, quindi cospargere di zucchero a velo. Gustare tiepido o freddo.

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mercoledì 22 marzo 2017

Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)


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Domenica: finalmente a casa dopo una settimana nomade, posso tirare un bel sospiro di sollievo e trascorrere qualche ora di pace in cucina, con il sole marzolino che prepotente entra dalla finestra ed un po’ di buona musica in sottofondo. La mattinata scorre pigramente mentre armeggio tra ciotole e fornelli; taglio mescolo e impasto, e pian piano i mie pensieri iniziano a danzare leggeri, seguendo il ritmo delle mani che riscoprono gesti e rituali che hanno il dolce profumo della famiglia, degli affetti e dei ricordi.
Ora posso dedicarmi ad un paio di ricette cullate a lungo nei pensieri, in attesa di essere provate. Che siano tradizionali od esotiche, codificate od improvvisate, molto spesso devono infatti attraversare una lunga parabola dalla mente al piatto, che le carica di attese ed aspettative. Proprio come è successo con questa torta di banane al cardamomo, che mi ha incuriosita al primo sguardo e che non vedevo l’ora di assaggiare.

La ricetta porta la firma di Nigel Slater, con alcune variazioni e licenze poetiche della sottoscritta, quali l’aggiunta di farina di cocco per evidenziarne l’ispirazione esotica e regalare un ulteriore spunto aromatico all’insieme. Nel complesso un ottimo dolce, differente rispetto ai classici banana cake o banana bread della tradizione anglosassone perché molto più soffice ed arioso, reso leggero dall’assenza di latticini e dalla modesta quantità di grassi ed incredibilmente profumato. La macedonia lo equilibra con la giusta nota di freschezza e acidità ed invita ad assaggiarne un’altra fetta.

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Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)

(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata dalla Banana and cardamom cake di Nigel Slater)

Per la torta di banane:
Ingredienti per uno stampo quadrato di 20 cm di lato od uno stampo rotondo di 22 cm

375g di banane (peso al netto degli scarti)
1 cucchiaio di succo di limone
150 g di farina 00
50 g di farina di cocco
2 cucchiaini di lievito in polvere
80 g di zucchero di canna, tipo muscovado
80 g di zucchero semolato + 2 cucchiai
4 cucchiai d’olio (per me un extravergine d’oliva delicato; in alternativa olio di semi)
2 uova
1 pizzico di sale
8 baccelli di cardamomo

Per la macedonia tropicale:
1 piccola papaya matura
3 fette di ananas fresco
1 lime
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna


Preparare anzitutto la macedonia: sbucciare la papaya, privarla dei semi e ridurla a dadini; pelare l’ananas e tagliare anch’esso a dadini. In una ciotola capiente mescolare lo zucchero con il succo di lime e metà della sua scorza grattugiata. Unirvi quindi la frutta preparata, mescolare e tenere da parte in luogo fresco

Preparare la torta. Tagliare le banane a rondelle e schiacciarle con una forchetta, senza però ridurle in purea.
Setacciare la farina con il sale ed il lievito, aggiungervi la farina di cocco e mescolare.
Rompere i baccelli di cardamomo, prelevarne i semi e pestarli in un mortaio; mescolarli con i due cucchiai di zucchero e tenere da parte.
Montare le uova con i due tipi di zucchero per alcuni minuti, sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; unire lentamente l’olio e continuare a montare con le fruste elettriche a media velocità.
Aggiungere infine le polveri, mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto, e le banane schiacciate, cercando di distribuirle nell’impasto.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e livellarlo; distribuire lo zucchero al cardamomo sulla superficie ed infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 35 minuti. Lasciare intiepidire, quindi servire la torta con la macedonia tropicale.

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mercoledì 8 marzo 2017

Totani in umido su crema di patate con briciole al nero di seppia


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Non ho fatto in tempo ad accorgermi che febbraio era cominciato, che ecco i cieli azzurri e tersi, le giornate un poco più lunghe e l'aria frizzantina mi ricordano che un altro mese è passato e che ci avviciniamo a grandi balzi alla primavera.
La primavera: una stagione che amo e che vorrei celebrare come merita anche ai fornelli, con quelle ricette a base di erbe spontanee, fiori e tenere primizie che tanto mi piace preparare. Purtroppo la lontananza da casa, un imminente trasloco ed i soliti impegni mi stanno lasciando pochissimo spazio per dedicarmi alla cucina con la giusta disposizione d'animo, men che meno per trovare il tempo (e spesso la voglia!) di fotografare.
Le tante idee che mi frullano per la testa dovranno quindi aspettare tempi più propizi. Per intanto, ho pensato di appuntare al volo una ricetta senza pretese preparata lo scorso fine settimana per festeggiare in semplicità un compleanno a me molto caro.
Si tratta di un piatto di semplicissima concezione, rapido nell’assemblaggio (specie se come me avete preparato il pane in anticipo) e tuttavia d'impatto, grazie a minime attenzioni nella persentazione.
Spero che l'idea vi piaccia e che perdonerete la mia latitanza. Non vedo l'ora di tornare ad essere più presente e soprattutto di godere di qualche momento di pace per coltivare più assiduamente il piacere del cucinare.
A presto! 

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Totani in umido su crema di patate con briciole al nero di seppia


Ingredienti per 4 persone (come antipasto abbondante):

1 kg di totanetti
1 tazza di passata di pomodoro
3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo fresco
3 patate medie
1 patata viola (le mie erano molto piccole e ne ho usate 3-4)
2 panini al nero di seppia (io li ho preparati seguendo questa ricetta, omettendo la finitura con l’uovo ed i semi)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
fiocchi di peperoncino affumicato
olio extravergine d’oliva

Pulire i totani separando i tentacoli dalla testa; eliminare quindi occhi, bocca, interiora e la lisca centrale. Sciacquare abbondantemente sotto un getto di acqua corrente, quindi tamponare con carta assorbente e tagliare i totani a rondelle piuttosto spesse.
Scaldare un filo d’olio in una padella e farvi soffriggere i due spicchi d’aglio; unire i totani e far insaporire a fuoco vivace per un minuto circa. Sfumare con il vino, lasciare evaporare la parte alcolica ed unire quindi la passata di pomodoro. Coprire e proseguire la cottura a fuoco dolce per circa 30 minuti, o fino a quando i totani risulteranno teneri. 
Cuocere nel frattempo le patate sbucciate e tagliate a tocchetti ed una volta pronte frullarle con un po’ dell’acqua di cottura ed un filo d’olio, sino ad ottenere una crema vellutata. Salare poco (i totani sono molto sapidi) e tenere in caldo.
Cuocere al vapore la patata viola, lasciarla intiepidire, sbucciarla e tagliarla a rondelle sottili.
Pochi minuti prima del termine della cottura sbriciolare i panini al nero di seppia e tostare la mollica in un padellino con un filo d’olio ed un pizzico di peperoncino. Unire ai totani le olive e completare con il prezzemolo tritato.
Distribuire la crema di patate al centro dei piatti, suddividervi i totani e decorare con le briciole di pane, le fettine di patata viola ed altro prezzemolo a piacere. Servire caldo.

lunedì 6 febbraio 2017

Castagnole morbide alla ricotta

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Le castagnole non fanno parte della mia tradizione gastronomica familiare, ma ne custodisco un vivido ricordo nella memoria: molti anni fa, infatti, ce le preparava per merenda la mamma di un carissimo amico d’infanzia, col quale da bambina ho trascorso molti pomeriggi spensierati e felici. Non le avevo mai preparate prima essenzialmente per via delle mie remore verso la frittura, non tanto per scrupolo dietetico (che sarebbe comunque ampiamente giustificato), quanto per i suoi spiacevoli effetti collaterali.
Non potevo però non approfittare dell’imminente Carnevale per realizzare finalmente una ricetta che attendeva da un anno nell’elenco dei preferiti, scovata da Silvia e dalle sue coinquiline proprio quando avevo ormai archiviato l’argomento “fritture carnascialesche”. 
La visione di quelle sfere dorate e perfette, vestite da una pioggia di granelli di zucchero e dal cuore soffice che pareva ammiccare attraverso lo schermo, ce l’avevo ben fissa in mente. Insomma, da qualche giorno scalpitavo dalla voglia di provare le castagnole alla ricotta ed il weekend piovoso appena trascorso ha fornito un ottimo pretesto per mettermi all’opera.
Il risultato non ha deluso le aspettative: castagnole morbide, fragranti e profumate, per nulla unte e, a dispetto della regola tassativa che vuole il fritto mangiato appena fatto, ottime anche il giorno seguente.
L’unico consiglio che posso darvi è di non fare il mio stesso errore e prepararle subito: sono facili e veloci e vi garantisco che spariranno alla velocità della luce.


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Castagnole morbide alla ricotta

Ingredienti per circa 60 castagnole della grandezza di una noce:

250 g di farina 00
250 g di ricotta vaccina
2 uova
100 g di zucchero semolato (ma io scenderei a 80 g)
8 g di lievito per dolci
scorza di 1 limone e ½ arancia non trattati
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia (facoltativo)
1 cucchiaio di liquore a piacere
1 pizzico di sale

olio di arachide per friggere q.b.
zucchero semolato per ripassare le castagnole dopo la cottura

Miscelare la ricotta con lo zucchero aggiungere le uova, il liquore, il sale, le scorze di limone e 
arancia e la vaniglia.
Setacciare la farina con il lievito e aggiungerli al composto, amalgamando con un cucchiaio di legno.
Trasferire l’impasto in un sac à poche senza bocchetta. 
In una padella a bordi alti, versare abbondante olio e portare a 170-180°. 
Tagliare la punta al sac à poche in modo da ottenere un foro di circa 2 cm. Far scendere l'impasto nell'olio caldo, tagliandolo a circa 3 cm di lunghezza con il coltello bagnato nell'olio caldo. Procedere allo stesso modo sino ad esaurimento dell’impasto, friggendo pochi pezzi alla volta per non fare abbassare la temperatura dell’olio.
Scolare le castagnole, asciugarle su carta da cucina e rotolarle subito nello zucchero semolato. 

castagnole-morbide-alla-ricotta

martedì 31 gennaio 2017

Babka alle noci e semi di papavero



babka-alle-noci-e-semi-di-papavero

Della Babka ("nonna", in polacco), avevo letto più volte qua e là nelle mie scorribande blogghesche; era solo questione di tempo, ma non avevo dubbi che presto o tardi non avrei saputo tenere a bada il prurito che avverto quando m'imbatto in questo genere di lievitati, ed avrei capitolato. 
Recentemente è tornata a fare capolino tra i miei pensieri, e prontamente mi sono messa all'opera, già pregustando il conforto che mi procura impastare (e gustare) con lentezza una fragrante brioche.

Si tratta di un dolce di pasta lievitata farcita ed intrecciata tipico dei paesi dell’Europa orientale ashkenazita - dove tradizionalmente accompagna la celebrazione della Pasqua ebraica - ampiamente diffuso anche in America del nord, in particolare nelle città con una numerosa presenza ebraica.
Sulla scelta del ripieno non ci sono limiti alla fantasia: io ho optato per una farcia a base di semi di papavero e noci, sebbene la versione più diffusa preveda il cioccolato; voi personalizzate la babka come meglio credete e sono certa che il risultato non vi deluderà.

Per una nota di golosità extra, vi segnalo che spesso si usa arricchire la superficie dell'impasto con una cascata di streusel, preparato mescolando farina, zucchero e burro in parti uguali: si creerà così un piacevole contrasto tra la soffice scioglievolezza della brioche e le briciole croccanti.


babka-alle-noci-e-semi-di-papavero

Ingredienti per uno stampo da plumcake (23x10x6 cm):

Per la pasta lievitata:
250 g di farina
70 g di burro
1 uovo grande
100 ml di latte fresco intero
30 g di zucchero semolato
5 g di sale fino
5 g di lievito di birra fresco

Per la farcitura:
50 g di burro morbido
60 g di zucchero di canna
5-6 cucchiai di semi di papavero
80 g di gherigli di noce grossolanamente spezzettati
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio

1 cucchiaio di latte

Sbriciolare il lievito nel latte intiepidito (max. 30°), mescolare e lasciare riposare per 5-10 minuti o fino a quando sulla superficie si sarà formata una caratteristica schiumetta.
In un’ampia terrina setacciare la farina, unire lo zucchero e versare al centro il miscuglio di latte e lievito; unire l’uovo sbattuto e cominciare ad impastare. Unire quindi il sale e lavorare energicamente l’impasto per alcuni minuti (se si possiede la planetaria, impastare con la foglia a velocità media, fino ad incordatura).
Unire a questo punto il burro morbido, un tocchetto alla volta, lasciando assorbire il precedente prima di aggiungere il successivo ed impastare fino ad ottenere un panetto liscio, morbido ed elastico. 
Riporre l'impasto in una capiente terrina leggermente oliata o imburrata, sigillare con un foglio di pellicola e lasciar riposare per 8-10 ore in frigorifero.
Trascorso il tempodi riposo, riprendere l'impasto, lasciarlo a temperatura ambiente per 30 minuti e quindi stenderlo sulla spianatoia infarinata sino ad ottenere un rettangolo di circa 30x40 cm.
Lavorare il burro morbido con lo zucchero di canna e l’acqua di fiori d’arancio e spalmare la crema ottenuta sulla superficie dell’impasto, lasciando libero un bordo di circa 1 cm. Cospargere abbondanemente con i semi di papavero ed i gherigli di noce spezzettati. Arrotolare l’impasto partendo dal lato lungo sino ad ottenere un salsicciotto. Con un coltello affilato dividere il rotolo a metà nel senso della lunghezza; intrecciare quindi le sue parti tra loro e trasferire la babka in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno. 
Coprire a campana con un sacchetto di plastica pulito e lasciare lievitare in luogo tiepido ed al riparo da correnti d'aria fino al raddoppio.
Spennellare delicatamente la babka con poco latte e cuocerla in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.

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venerdì 20 gennaio 2017

Gnocchetti di semola al curry con broccoli piccanti

Gnocchetti-di-semola-al-curry-con-broccoli-piccanti


Le ultime sono state settimane intense, velate da pensieri e preoccupazioni, costellate di piccoli e grandi impegni e di ansie probabilmente spropositate, eppure difficili da placare.
E' un periodo di rivoluzioni, questo, nel quale talvolta mi sento sopraffatta dall'incalzare del tempo, degli eventi, della vita in generale che spesso prende strade tortuose ed inaspettate imponendo scelte irrevocabili.
Mi rammarico di potermi dedicare pochissimo alla cucina, che ultimamente vivo mio malgrado più come una mera necessità che non come piacere fine a se stesso, e per la quale il tempo sembra inesorabilmente dileguarsi.
Attendo fiduciosa il momento in cui i tasselli inizieranno a ricomporsi in un disegno che rispecchi pienamente quella che sono. In cui trovi spazio anche l'apparentemente insignificante desiderio di riprendere contatto con la più autentica realtà delle cose semplicemente impugnando un cucchiaio o affondando le mani nella farina.

Gnocchetti-di-semola-al-curry-con-broccoli-piccanti

Gnocchetti di semola al curry con broccoli piccanti


Ingredienti per 4 persone:
300 g di semola rimacinata di grano duro
300 ml di acqua
1 cucchiaino di pasta di curry giallo
1 presa di sale

1 broccolo di medie dimensioni
1 spicchio d’aglio
peperoncino secco q.b.
2 cucchiai di mandorle a lamelle
olio extravergine d’oliva
sale

Setacciare la semola in una terrina ed unirvi una presa di sale. Versare l’acqua in una pentola abbastanza capiente, sciogliendovi la pasta di curry, e non appena raggiunge il bollore spegnere la fiamma e versarvi la semola, mescolando energicamente il composto con un cucchiaio di legno per amalgamare gli ingredienti.
Trasferire l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata, lasciarlo appena intiepidire e quindi lavorarlo con le mani fino ad ottenere un panetto omogeneo. 
Prelevare una piccola porzione di impasto, formare un lungo salsicciotto e tagliarlo a tocchetti per ottenere gli gnocchi, mantenendo il panetto coperto con una ciotola durante la lavorazione, per evitare che si secchi. Procedere allo stesso modo fino ad esaurimento dell’impasto.
Lasciar riposare gli gnocchetti sulla spianatoia ben infarinata o su un vassoio e nel frattempo procedere alla preparazione del condimento.
Portare ad ebollizione una capace pentola piena d’acqua; salare e cuocere il broccolo precedentemente mondato, lavato e suddiviso in cimette; scolarlo al dente e raffreddare in acqua e ghiaccio, conservando l’acqua di cottura.
Versare un abbondante giro d’olio in una pentola, unire uno spicchio d’aglio schiacciato ed una presa di peperoncino e saltare i broccoli a fiamma vivace per un paio di minuti.
Lessare gli gnocchi nell'acqua di cottura del broccolo e scolarli man mano che vengono a galla.
Ripassarli nella padella con il condimento, lasciando insaporire il tutto, e servire cospargendo con le mandorle a lamelle leggermente tostate ed altro peperoncino macinato.


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